WOMEN’S PROFILE – KIM CON LE BRACCIA AL CIELO

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Ha atteso a lungo il debutto in una prova di V75. Per una ragazza, seppur figlia del grande Svante Bath, sebbene in un paese ippicamente avanzato, toccare quota 100 corse da professionista a soli 20 anni non e’ cosa semplice.

Ma alla fine, la settimana scorsa, Kim Moberg ce l’ha fatta, collezionando quel gettone che la proiettata nella giornata di Sabato, ad Eskilstuna, a bagnare con un successo il suo debutto nel concorso della V75.
C’è riuscita, oltretutto, con il compagno di tutti i giorni, quel Melby Caddy che da sempre interpreta, che lei stessa gestisce e che e’ il pupillo di famiglia.
Con il figlio di Muscle Hill la gioia ha assunto sviluppi da pandemonio, e quel lancio del frustino ha saputo raccontare più di qualunque frase o parola.
Un successo che dal punto di vista sportivo non è equiparabile ai ricchi Gruppi I a cui siamo abituati, ma che umanamente offre l’essenza di questo straordinario e meraviglioso modo di vivere.
Quello che abbia pensato Kim dopo il traguardo, forse, non sarà mai dato sapere, ci piace immaginare che quella mano portata davanti al viso sia servita per controllare le emozioni, probabilmente le lacrime, quelle che scorrendo avranno fatto comprendere alla ventenne ragazza di Sundsvall di avercela veramente fatta.
Vent’anni dicevamo, figlia del grande Svante, Kim ha iniziato a muovere i primi passi nel nel 2012, collezionando le sue prime 26 corse da professionista ma senza grandi risultati.
Così ha proseguito per l’anno successivo e poi, nel 2014, ha mollato ed e’ andata a lovorare per l’Ikea. Li’ dev’essere scattato qualcosa, ha capito quanto gli mancavano i cavalli ed e’ tornata a Knivsta, nelle scuderie del padre. Stavolta ha fatto davvero sul serio e la passata stagione la percentuale delle vittorie è schizzata al 30%, seppur considerando le poche apparizioni in pista (10).
Il vero boom quest’anno. Ripetendo i numeri dell’esordio in fatto di discese in pista ha letteralmente stravolto i risultati finali, vincendo ben 8 delle 26 disputate per una percentuale pari al 31%, la migliore di sempre, con vincite che sono andate ben oltre il computo dei quattro anni precedenti.

Insomma, una “catch” vera strappata alle grinfie delle brugole del celeberrimo Ingvar Kamprad. Il signor Ikea avra’ perso una bella impiegata ma per fortuna il trotto svedese ha guadagnato una grande amazzone.

Video Race

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