Cruzado Dela Noche riporta l’International Trot in Svezia

#CruzadoDelaNoche 🇸🇪 #MuscleMassive won #InternationalTrot 🌐🏆🇺🇸 - Mike Lizzi - 05

#CruzadoDelaNoche 🇸🇪 #MuscleMassive won #InternationalTrot 🌐🏆🇺🇸 – Mike Lizzi

Il figlio di Muscle Massive si aggiudica la quarantesima edizione dell’International Trot e ventitré anni dopo His Majesty riporta in Svezia la prova evento dello Yonkers.

Da Stefan Melander a Marcus Melander, l’Inno nazionale svedese torna a suonare all’interno dello Yonkers ventitré anni dopo il trionfo di His Majesty, che con “Tarzan” alle redini lunghe e Catarina Lundström al training s’impose nell’ultima edizione prima dello stop durato quattro lustri.
Un successo nato dalle evenienze di una prova che poco dopo lo stacco della macchina ha perso il grande favorito, quel Ringostarr Treb approdato sulla costa Est degli Stati Uniti per replicare i successi di Delfo e Twister Bi.
Interpretato come meglio non avrebbe potuto, Brian Sears ha portato al palo un cavallo svedese dopo che nelle ultime tre edizioni tre svedesi avevano alzato il frustino al cielo con un norvegese (Papagayo E e Ulf Ohlsson), un americano (Resolve e Ake Svanstedt) e un indigeno (Cristopher Eriksson e Twister Bi).
Una stagione vissuta con più bassi che alti ha regalato al portacolori della Courant il finale di stagione più bello, un successo per volti versi insperato, ma che al termine del doppio chilometro ha avuto modo di rivedere una delle più belle versioni del figlio di Muscle Massive.
Una vittoria che ha lasciato l’amaro in bocca alla coppia Goran Antonssen e Daniel Redén, per un muso beffati dallo sprint letale di Cruzado Dela Noche.
Lionel si è comunque portato a casa la maglia rossa della combattività, avendo agito prevalentemente per corsie esterne con chilometro finale muso al vento. Vincitore morale della manifestazione. Il podio, con finale pungente, è stato conquistato da Up And Quick (suo il parziale conclusivo più veloce di serata), facendo fare filotto al plotone europeo.
Primi dei nord americani si sono piazzati Ariana G (quarta) e Marion Marauder (quinto), quest’ultimo battistrada per buona parte del percorso e senza più argomenti all’ingresso della dirittura di arrivo.
I nostri, a partire da Ringostarr Treb, non hanno confermato le attese. E se per Arazi Boko la vittoria era già stata conquistata con l’essere attore protagonista dell’evento, per il figlio di Classic Photo la speranza di iscrivere il suo nome dopo i successi di Delfo e Twister Bi era più vicina ad una possibilità concreta. Il tutto è però durato una manciata di secondi, quelli intercorsi tra lo stacco della macchina e la prima curva, dove l’allievo di Jerry Riordan si è gettato irrimediabilmente di galoppo.
Un’errore che ha compromesso l’intera prova lasciando l’Italia intera senza il suo alfiere. Eventuali critiche nei confronti dell’interpretazione di Johan Untersteiner con Pastore Bob non renderebbe merito al valore del portacolori di Marco Scarton. Queste sono le corse, e come sottolineato nel dopo gara dallo stesso Marco, sono emozioni ed adrenalina allo stato puro, dove si soffre, si ama, si perde, si vince, si piange, si ride, si cade, ci si rialza e da domani si ricomincia il giro, sempre, perché alla fine l’importante è averla vissuta.
Ci si rivede in Europa.

 

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