Ippica italiana da salvare: (quasi) fatto

Milano Trotto

Pagare gli arretrati 2018 agli ippodromi, regolarizzate le scuderie al 4%, sistemare i pagamenti delle scuderie con partita Iva. Il Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio mantiene le promesse fatte ma rimangono aperte le questioni relative alla scommessa, alla programmazione e delle infrastrutture.

La task force ministeriale che ha preso in mano la complicata, confusa e ormai biblica situazione dell’Ippica italiana ha di fatto messo in moto quel meccanismo che, tempi permettendo (tutto dovrebbe attuarsi entro e non oltre gennaio 2020), dovrebbe riavviare un movimento da troppi anni attaccato ad un respiratore artificiale.
Il sorriso sul volto degli ippici della settimana scorsa, quando i rappresentanti di tutte le categorie sono stati accolti presso la Sala Cavour del Ministero, ha senza dubbio offerto uno spiraglio per il futuro dell’intero movimento.
I punti programmatici messi sul tavolo tanti e indirizzati a risollevare l’intera filiera: 1) il cavallo al centro del rilancio dell’Ippica; 2) Meeting ed eventi collaterali indirizzati ad un ritorno del pubblico (famiglie) negli ippodromi; 3) garanzia nella puntualità dei pagamenti per attrarre gli stranieri; 4) calendario annuale che garantisca agli addetti ai lavori un serio piano programmatico; 5) incremento del turismo attraverso un serio interscambio culturale e commerciale.
Tutti punti indispensabili e logici ma che senza le idonee infrastrutture rischierebbero seriamente di lasciare il tutto al punto di partenza.
Perché non ci potrà mai essere un rilancio come si deve se non saranno apportate negli ippodromi quelle misure necessarie per garantire efficienza, sicurezza e offrire l’immagine di un Paese finalmente pronto a rigettarsi nella mischia.
Le assurde e impopolari scelte gestionali avvenute negli anni passati con la chiusura degli storici impianti di Milano e Roma, veri fiori all’occhiello di un Ippica che purtroppo non c’è più, la base su cui ragionare e programmare il futuro dell’Ippica moderna.
Allo stato attuale la fatiscenza degli impianti non può assolutamente garantire i punti sopra elencati. Nessun impianto di illuminazione, scarsi servizi, per usare un eufemismo, all’interno e all’esterno degli ippodromi, manutenzione di tracciati e box adiacenti all’impianto allo stato brado.
Mettere al centro del rilancio il cavallo, le famiglie e una politica programmatica che apra le porte al mondo che trotta senza garantire il palcoscenico adatto non potrà mai rilanciare un movimento che tra gli anni ’70 e ’80 era tra i punti di riferimento di tutto il comparto.
Investire nelle infrastrutture dovrà quindi essere al centro di qualsivoglia programma di rilancio. Investimenti che garantirebbero nuovi posti di lavoro e il rilancio dell’intero indotto.
Oltre a questo la task force di Centinaio dovrà necessariamente guardare con occhio attento il sistema della scommessa. Pensare e ragionare in maniera seria a un totalizzatore nazionale come si deve apporterebbe quelle misure necessarie per garantire al movimento l’autofinaziamento e al Governo la non obbligatorietà (comunque impossibile) di un intervento pubblico costante.
A chiudere, per garantire Meeting ed eventi collaterali oltre ad un incremento del flusso straniero nei nostri impianti, si dovrà mettere mano alla calendarizzazione degli eventi e alla programmazione (tecnica ed economica) della selezione nostrana. Il raggiungimento di un focus consono con quanto accade nel resto del Vecchio Continente dovrà passare attraverso l’abbattimento del montepremi per prove obsolete e senza più appeal, offrire agli esteri puntualità nei pagamenti (come annunciato nei punti programmatici) ma soprattutto garantire un calendario (annuale) che attragga e permetta la programmazione senza dover attendere tempistiche che nell’epoca della digitalizzazione non hanno più senso di esistere.
Una riforma che rimetta mano alle prove di selezione nazionali equiparandosi ai paesi ippicamente più evoluti (Derby a 4 anni, abrogazione delle prove di selezione in pista da 800 metri), la creazione di circuiti che raggruppino più eventi con tanto di bonus e/o prove di qualificazione ai più importanti appuntamenti europei (Meeting d’Hiver, Elitloppet).
Insomma, se il Ministro Centinaio e la task force delle politiche agricole hanno lanciato la sfida sarebbe cosa buona e giusta che il campo di azione si ampliasse, mettendo al centro quella base su cui poggiare un futuro ancora tutto da scrivere.

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