Cleangame trasforma il Luxembourg in un trampolino per il futuro

#cleangame 🇫🇷 #ouragandecelland won #prixduluxembourg 🏆 group 3⃣ - 01 - 📷 @scoopdyga

#Cleangame 🇫🇷 #OuragandeCelland won #PrixduLuxembourg 🏆 Group 3⃣ – 📷 @ScoopDyga

Il figlio di Ouragan de Celland polverizza il personale sulla distanza (1.10.8, seconda miglior misura all-time dell’evento) e annuncia all’Europa intera di essere pronto per le prove di Gruppo della primavera nordica. Un ottimo Cash Gamble fa sua la piazza d’onore. Dijon, Sharon Gar e Abydos Du Vivier completano il Quinté+ di giornata.

Non ce n’è stato per nessuno, condizione testimoniata da una partenza soft che ha dato la misura di cosa aveva nelle mani il ragazzo di Le Mans. Citando la premessa alla corsa, senza Cleangame questo Luxembourg sarebbe stato di gran lunga incerto e potenzialmente spettacolare come il percorso offerto dal figlio di Ouragan de Celland. L’arrivo stretto che ha coinvolto i vari Cash Gamble, Dijon, Sharon Gar, Abydos Du Vivier, Eros du Chene, Coup Droit e I Love Paris, uno spettacolo nello spettacolo che ha dato ulteriore dimensione ad un appuntamento che anno dopo anno rispetta un albo d’oro sempre più popolato da soggetti di indiscussa qualità.
Come lo scorso anno, con Urlo dei Venti, ieri partente nell’Amérique, come due anni fa, con Aubrion du Gers, compagno di allenamento di colui che il Luxembourg 2019 non solo lo ha vinto, ma lo ha usato per lanciarsi definitivamente nelle prove di Gruppo della primavera nordica. Voci mai nascoste da Jean Michel Bazire e nella giornata di sabato confermate da un percorso sul doppio chilometro con partenza dietro le ali dell’autostart che hanno fugato eventuali dubbi sull’adattabilità dal figlio di Ouragan de Celland alla media distanza; misura affrontata in una sola circostanza (rp nel Prix de Jussy del dicembre 2017).
E se da una parte il cronometro dice che l’1.10.8 fatto registrare dall’allievo di Jean Michel Bazire equivale alla seconda miglior misura all-time dell’evento, dall’altra le immagini catturate hanno messo in evidenza un soggetto capace di sopperire a qualsiasi esigenza tattica: partendo soft, venendo via dopo lo strappo violento, controllando il tutto all’intersezione delle piste e isolandosi lungo la retta di arrivo.
Insomma, caratteristica che su questa distanza e in pista da chilometro consegneranno un soggetto pronto a catalizzare le cronache sportive del nord Europa.
Di coloro che sono giunti alle spalle di Cleangame il premio combattività se lo porta a casa, e per distacco l’altro allievo di JMB, Abydos Du Vivier. In una forma da definire atomica, il figlio di Diamant Gédé si è reso protagonista in tutti i 2100 metri della corsa, prendendone addirittura la testa in fondo alla discesa, nel mentre le lancette si fermavano in un siderale 1.07.8.
Il successivo via libera a Dijon, ad inizio salita, l’ancora che ha portato pupillo e nipote fino a traguardo, quando con determinazione e forma hanno avuto ancora la forza di sprintare per il podio. Il quinto posto finale un risultato forse bugiardo per quanto espresso, le carezze di Jean Michel a fine corsa il meritato riconoscimento per un soggetto destinato a dominare i futuri Quinté parigini.

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