Cleangame fa pokerissimo e domina la finale del GNT 2019, Elvis Madrik viene incoronato re della manifestazione

Vincennes,2019

#Cleangame 🇫🇷 #OuragandeCelland won #PrixMauricedeFolleVille🏆#Group 2⃣ #GrandNationalduTrot🏆#TheFinal – Sulky – €130.000 – 2850 – 5-10 years old on @vhpofficiel🏟️@LeTrot with @RaffinEric & @JMBfanpage⏱️1.11.5 on 2900 over #EclatdeGloire #CalaskaDeGuez #BelleLouiseMabon and #BaronDuBourg – 5th win in a row – #MH1920❄🇫🇷 – 📸©JLL-LeTROT

Con l’abbacinate crono di 1.11.5 al chilometro sulla distanza dei 2900 metri il figlio di Ouragan de Celland stravince l’ultimo atto del Grand National du Trot mettendo tra se e il resto della compagnia due categorie di differenza. Elvis Madrik, nono a traguardo, precede Bachar e fa sua la classifica generale dell’edizione 2019.

Come da premesse, mantenendo fede a quanto detto in sede di presentazione, la finalissima del Grand National du Trot 2019 ha letteralmente coinvolto, rapito e affascinato, in fatto di spettacolo e emozioni, l’autunnale convegno pomeridiano parigino.
Tutti i protagonisti di una manifestazione che ha ormai raggiunto un grado di popolarità eccellente hanno risposto presente.
Lo hanno fatto Bachar e Emmanuel Allard. Probabilmente consapevoli di un risultato che non li avrebbe premiati il duo che inseguiva Elvis Madrik per la conquista del titolo c’ha provato come se non ci fosse un domani, prendendo in breve il comando subito dopo l’uscita dai nastri e imprimendo ritmo sostenuto fino a quando gambe e polmoni l’hanno permesso. Il cuore, quello, è andato ben oltre l’ostacolo.
Lo hanno fatto Elvis Madrik e Franck Nivard, provando addirittura ad attaccare Cleangame poco prima dell’intersezione delle piste, quando Bachar retrocedeva e forse la logica delle cose avrebbe consigliato di guardare con più attenzione alla classifica generale. A traguardo, l’essere arrivato davanti all’allievo di Allard ha permesso a Jean Michel Baudouin di sigillare con appena 2 punti di vantaggio il GNT 2019. Chapeau!!
Lo ha fatto soprattutto l’allievo di Jean Michel Bazire, partito con 50 metri di penalità ma autore al termine dei suoi 2900 metri di corsa di una prova che è andata ben oltre le più rosee aspettative. Lo ha confermato a fine corsa Eric Raffin, lui vincitore della speciale classifica dei drivers, trasmettendo sensazioni più che positive al ragazzo di Le Mans, quest’ultimo vincitore della speciale classifica degli allenatori.
Lo hanno confermato le lancette del cronometro, fermatesi in un abbacinante 1.11.5 al chilometro, la miglior misura mai fatta registrare all’interno dell’atto finale della manifestazione. Ma non solo. Il figlio di Ouragan de Calland, mettendo in fila il quinto successo consecutivo, è anche risultato il primo soggetto a vincere la prova partendo con un handicap di 50 metri. Insomma, a quasi 8 anni e con la condizione di castrone che ne limiterà il programma nazionale le porte d’ingresso alla prossima primavera nordica non potranno che aprirsi ad uno dei soggetti più qualitativi dell’intero panorama europeo.
Dietro l’allievo di Jean Michel Bazire si sono piazzati nell’ordine: Eclat de Gloire, sfruttando la corda, la condizione e regalando a Loris Garcia una meritatissima passerella sul podio dei vincitori; Calaska De Guez, che insieme a David Thomain ha provato in tutti i modi a recuperare quel gap che la vedeva distante dai primi due della generale, suo il chilometro finale più veloce della prova: 1.11 spaccato; Belle Louise Mabon, la femmina di Yves Dreux che dopo il successo nel Prix de Rozay-en-Brie si è tolta la soddisfazione di andare a premio in una prova di Gruppo II realizzando con l’1.10.8 il parziale più veloce degli ultimi 500 metri di gara, caldissima per la prossima; Baron Du Bourg, anch’esso facente parte del primo nastro e anch’esso autore di una prova più che maiuscola.

 

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Il pomeriggio parigino è stato contornato dalle tre prove facenti parte del circuito Open des Régions, tre prove di Gruppo III riservate ai 3, 4 e 5 anni. Vero e autentico serbatoio dell’intero movimento transalpino, il trotto della provincia dell’esagono si è riversato in massa nel tempio di Vincennes, vivendo la sua giornata di gloria e dando lustro a quel lavoro che per dodici mesi all’anno contribuisce fattivamente ed economicamente allo spettacolo che il Meeting d’Hiver ci regala ad ogni stagione.
A vincere e tutto sommato convincere sono stati rispettivamente Gimy du Pommereux, Fifty Black e Echo de Chanlecy.

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