Bourbonnais 2019: Franck Nivard (e Délia Du Pommereux) stampa Bold Eagle

#DéliaDuPommereux 🇫🇷 #Niky won #GPBourbonnais🏆 #Group 2⃣ - 02 - 📸©@ScoopDyga

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#RoadtoGPAmerique 🇺🇸

La figlia di Niky si ripete a distanza di dodici mesi e fa suo a media di 1.13.1 il Bourbonnais 2019. Bold Eagle, protagonista per l’intero percorso, chiude ottimo secondo. La ben posizionata Billie de Montfort completa il podio. A premio anche un’eccellente Uza Josselyn (come sempre stupenda nelle sgambature), Enino du Pommereux (ancora una volta quinto e ancora una volta sfortunato), Bahia Quesnot e un pimpante Valokaja Hindö.

Alla vigilia del Grand Prix du Bourbonnais 2019 Sylvain Roger, Franck Nivard e soprattutto Délia Du Pommereux si saranno detti e ‘mo ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost’. E così hanno fatto, vincendo in bello stile la seconda prova di qualificazione all’Amérique 2020. Un successo netto e limpido che ha permesso alla figlia di Niky di conservare il titolo bissando la vittoria di dodici mesi fa. Un alloro che ha consegnato la portacolori di Noël Lolic nella storia della manifestazione, essendo diventata la quarta cavalla di ogni epoca a centrare l’uno-due dopo Ready Cash (2011-2012), Fiesta d’Anjou (1999-2000), Balou Boy (1996-1997) e Ourasi (1985-1986), con il pupillo di Jean-René Gougeon capace di imporsi anche nel 1988 per rimanere ad oggi l’unico soggetto ad essersi assicurato per tre volte una delle prestigiose 4B.
Tornando a Délia la vittoria conseguita con Franck Nivard alle redini lunghe ha anche significato per il driver di Avranches una sorta di amarcord con il battuto Bold Eagle, un tempo coppia vincente e inossidabile e oggi legittimi e sportivi avversari. E chissà cosa avrà pensato il quarantenne driver transalpino guardando il campione di Pierre Pilarski passandolo agevolmente nei venti metri conclusivi.
La corsa, dopo un primo avvio abortito e l’errore in avvio di Who’s Who, si è snodata sul ritmo imposto proprio da Bold Eagle dopo che lungo la discesa aveva rivelato al comando la sempre sveltissima Billie de Montfort. L’avanzata di Enino du Pommereux per corsie esterne e il posizionarsi al meglio da parte del resto dei contendenti gli unici spunti salienti di una parte centrale di gara dove il ritmo imposto dal figlio di Ready Cash ha ridotto i ranghi in attesa degli ultimi 500 metri di corsa.
All’intersezione delle piste, però, qualche risultato era già palese: la bandiera bianca alzata da Toni Gio, il caricarsi bene nelle mani Délia da parte di Franck Nivard, il correre senza cercare nient’altro che un passo avanti nella condizione da parte di Bilibili, di Belina, di Davidson Du Pont.
L’ingresso lungo la dirittura, con un Bold Eagle ancora pimpante, si consumava con il match preventivato tra l’Acquilotto e la campionessa di Sylvan Roger, con quest’ultima che sfruttando al meglio condizione e posizione lanciava l’attacco decisivo ai 100 finali sopravanzando con facilità il due volte vincitore del Prix d’Amérique. Una vittoria come detto netta e limpida conseguita con il crono di 1.13.1 al chilometro, un decimo in più rispetto allo scorso anno.

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A completare il podio e incassando il terzo ticket d’accesso automatico all’Amérique 2020 è stata l’ottima Billie de Montfort, ancor una volta competitiva e probabilmente nella miglior condizione da Meeting mai fatta registrare prima.
A bocca asciutta ma correndo con enorme profitto sono terminati: una meravigliosa Uza Josselyn, in pariglia esterna per tutto il percorso e autrice di gran finale in mezzo alla pista (suo il chilometro finale più veloce: 1.12.7, suoi i 500 metri finali più veloci: 1.10.6); Enino du Pommereux, battagliero, coraggioso ma ancora una volta sfortunato come nel precedente Bretagne (le sue chance di accesso all’Amérique non finiscono qui); e ancora Bahia Quesnot, Valokaja Hindö e un rivisto all’altezza della situazione Carat Williams.

Uza Josselyn

#UzaJosselyn 🇩🇰 #LoveYou – 4th place on #GPBourbonnais🏆 #Group 2⃣ Sulky €110.000 2850 4-10 years old on @vhpofficiel 🏟️ @LeTrot

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