Cleangame da spettacolo nel Jean Dumouch

#Cleangame 🇫🇷 #OuragandeCelland won #PrixJeanDumouch🏆#Group 3⃣ - 03 - 📸©@ScoopDyga

#Cleangame 🇫🇷 #OuragandeCelland won #PrixJeanDumouch🏆#Group 3⃣ – Sulky – €90.000 – 2850 – 5-10 years old – European Race on @vhpofficiel 🏟️ @LeTrot with @JMBfanpage⏱️1.11.6 on 2875 [New Race Record] over #TessyDete and #ChicaDeJoudes
#MH1920❄🇫🇷 – 📸©@ScoopDyga

Il castrone di Jean Michel Bazire offre l’ennesima grande prestazione della carriera e con il crono di 1.11.6 sulla distanza dei 2875 metri mette a segno la sesta vittoria consecutiva, la tredicesima dell’anno. Tessy D’ete, sfruttandone la schiena e una condizione che ha ormai raggiunto l’apice precede a traguardo una sempre più che convincente Chica De Joudes.

Mancherà come acqua nel deserto, come se nel quarto di finale tra Argentina e Inghilterra disputato allo Estadio Azteca di Mexico 1986 non fosse sceso in campo un certo Diego Armando Maradona.
Al prossimo Prix d’Amérique, nell’edizione numero 100 della corsa al trotto più prestigiosa al mondo, il figlio di Ouragan de Celland non ci sarà. E non mancherà per limiti di età o per mancati guadagni, per aver volutamente rinunciato o per non essersi qualificato. No. Mancherà, come successo in precedenza al compianto compagno di allenamento Aubrion du Gers, per mancanza di attributi. Quelli fisici, perché in fatto di qualità ad oggi sarebbe il naturale e scontato favorito della prova evento dell’inverno parigino.
Purtroppo fino a quando i connazionali di Jean Michel Bazire non metteranno mano ad un regolamento anacronistico e unico nel panorama mondiale (farsi una domanda sul perché si è rimasti i soli a mantenere uno status obsoleto farebbe tanto bene a equini, spettacolo ed eventi), ci dovremmo accontentare di ammirare Cleangame nelle poche prove francesi a sua disposizione e nelle molte che la primavera nordica sarà in grado di offrire ad uno dei cavalli più forti dell’intero globo terracqueo.
Oltre all’impressione visiva, magnifica e abbacinante, inevitabile mettere nero su bianco i numeri snocciolati lungo il percorso dal sette anni portacolori di Jean-Michel Rancoule: 1.11.6 il ragguaglio chilometrico conclusivo sulla distanza dei 2875 metri, che equivale al nuovo record della corsa, polverizzando l’1.13 netto fatto registrare nel 2014 da Vabellino; 1.09 spaccato il primo chilometro, 1.11.3 il chilometro finale.
Insomma, una prestazione impressionante che ha trovato il suo epilogo nell’assolo conclusivo lungo la dirittura di arrivo, dove Jean Michel Bazire non ha potuto fare altro che guardare con soddisfazione la tribuna dell’impianto parigino chiudendo in quel pugno trionfale tutta la soddisfazione nell’aver creato uno dei più forti trottatori in circolazione.

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Alle spalle di Cleangame si è piazzata una sontuosa Tessy D’ete, sfruttando la schiena del campione di Jean Michel Bazire e una condizione atletica che ha ormai raggiunto l’apice, quello che le consentirà di presentarsi al prossimo Prix du Forez (11 gennaio) con le credenziali per tornare al successo.
Credenziali che hanno confermato anche lo stato di forma di Chica De Joudes, convincente nonostante schema contrario e ora definitivamente pronta a giocarsi le proprie carte nel giorno dell’Amérique.
A completare i posti a premio c’hanno pensato un super Balbir, quarto a contatto, e Anzi Des Liards, rivisto decisamente bene dopo un periodo di appannamento.

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