Belina Josselyn si aggiudica il Belgique, Enino du Pommereux si qualifica in un Amérique dove Davidson Du Pont sarà il cavallo da battere

Vincennes, 2020

#BelinaJosselyn 🇫🇷 #LoveYou won #GPBelgique🇧🇪🏆 #Group 2⃣ – Sulky – €110.000 – 2850 – 4-11 years old – International Race – 4⃣th qualifier race on #GPAmerique 🇺🇸 – @vhpofficiel🏟️@LeTrot with @JMBfanpage ⏱️1.12.6 on 2850 over #EninoduPommereux #DavidsonDuPont #ErminigdOliverie and #DéliaDuPommereux
#MH1920❄🇫🇷 – #RoadtoGPAmerique 🇺🇸💯° – 📸© JLL-LeTROT

L’allieva di Jean Michel Bazire conferma pronostici e quote al totalizzatore e dopo i lavori pubblici in Bretagne, Bourbonnais e Bourgogne s’impone, al nuovo record della corsa (1.12.6), nell’ultima prova di qualificazione al prossimo Prix d’Amérique. Sylvain Roger presenta la miglior versione di Enino du Pommereux e al termine di una prestazione stoica stacca il ticket d’accesso nel roster della prova evento dell’Inverno europeo. Davidson Du Pont, nascosto e ultimo per l’intero percorso, corre gli ultimi 500 metri, cronometrati in un abbacinante 1.10 spaccato, e si dichiara pronto per essere protagonista assoluto nell’edizione numero 100 dell’Amérique.
Erminig d’Oliverie, quarta, grida vendetta per una prova superba conclusa con una medaglia di legno che la esclude dall’ultima domenica di gennaio. Délia Du Pommereux, quinta, conferma classe, qualità e possibilità di essere alternativa seria per la conquista dell’Amérique 2020.

E’ stato un Prix de Belgique decisamente interessante e spettacolare, dove alla fine si sono dati battaglia i due più attesi confermando voci di corridoio, pronostici della stampa specializzata e quote della punta francese.
A vincere con il più classico dei finali in piena spinta è stata Belina Josselyn, autrice insieme a Jean Michel Bazire di una prova perfetta che i lavori pubblici in Bretagne, Bourbonnais e Bourgogne l’hanno portata al massimo della condizione nell’ultimo appuntamento di qualificazione all’ormai prossimo Prix d’Amérique.
Un successo convincente e voluto che fa però pensare e credere che l’ultima domenica di gennaio il ragazzo di Le Mans salirà in sulky a Davidson Du Pont e non a quello della figlia di Love You.
Una sensazione che ha preso decisamente corpo dopo la prestazione del figlio di Pacha du Pont, autore, con tutti e 4 i ferri, partendo dal fondo del gruppo e dopo aver corso per due chilometri guardando i volatili presenti al Plateau de Gravelle, di 500 metri finali cronometrati in un siderale 1.10 spaccato. Una misura talmente importante e impressionante che farà dell’allievo di Jean Michel Bazire il cavallo da battere quando tra quindici giorni si scenderà in pista per la corsa più prestigiosa al mondo.
Tra i due Bazire si è però piazzato uno stoico Enino du Pommereux, contro favorito e battistrada per l’intero percorso. Nonostante alcuni attacchi subiti lungo il tragitto il figlio di Coktail Jet ha saputo presentarsi in retta con le pile belle cariche per ribattere colpo su colpo alla “ballerina” di Bazire. La sconfitta, digerita ampiamente grazie al ticket d’ingresso nel roster della prova evento del Meeting, ha comunque fatto felice Sylvain Roger, che nell’ultima domenica di gennaio avrà al via oltre a Délia (eccellente quinta a traguardo senza dannarsi più di tanto e completamente ferrata) anche Enino.
Gli sconfitti, chi più chi meno, hanno indubbiamente molto da recriminare, a partite da una Erminig d’Oliverie rivista finalmente ai livelli che la decretarono una delle migliori giumente della generazione 2014. Una prestazione superlativa sul binario composto da Belina Josselyn e Carat Williams che non ha però portato il tanto agognato ticket a Franck Leblanc, l’unico che ha sempre creduto e che dopo oggi continuerà fortemente a credere nella figlia di Scipion du Goutier. La speranza rimane quella di poter continuare ad ammirare in pista la vincitrice del Critérium des 3 Ans.
Nella lista dei delusi si iscrivono a caratteri cubitali i due Guarato. E se Tony Gio era partito bene per poi naufragare lungo il percorso, a Carat Williams non solo era venuta alla perfezione ma sull’ultima piegata le sensazioni che davano le mani di Bjorn Goop facevano presagire una retta di arrivo in stile Bourbonnais e Bourgogne. E invece quando la tribuna di Vincennes si preparava ad accogliere i partecipanti del Belgique la schiena di Belina si allontanava progressivamente, Erminig sopravanzava senza problemi e i sogni di Amérique si frantumavano ancora una volta. Così è andata.
Detto dell’ottima performance di Délia Du Pommereux, partita velocissima, posizionatasi nelle posizioni di testa e trascinata senza spendere energie fino a traguardo, rimane l’ottima performance (in linea con Belina e Erminig) di un altro Bazire, quel Looking Superb che come dodici mesi fa e in relazione a quanto visto oggi potrà nuovamente essere protagonista nell’Amérique 2020.
Deludente il settimo posto di Uza Josselyn, anche se c’è da dire che i 2850 metri non sono mai stati la misura ideale della figlia di Love You. La “Money List” qualificherà comunque l’allieva di René Aebischer.
Ora non rimane altro che attendere quindici giorni, quelli in cui si vivranno sogni e speranze, desideri e voglia di mettere le mani sull’alloro trottistico più ambito e prestigioso del globo terracqueo.


Di seguito i nomi che hanno staccato il ticket dalle prove di qualificazione: Davidson du Pont, Chica de Joudes, Looking Superb, Délia du Pommereux, Bold Eagle, Billie de Montfort, Excellent, Face Time Bourbon, Bahia Quesnot, Vivid Wise As, Bélina Josselyn e Enino du Pommereux.

 

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