Face Time Bourbon si aggiudica l’Amérique del centenario

#FaceTimeBourbon 🇫🇷 #ReadyCash won #GPAmerique🏆 #Group 1⃣ - 05 - 📸©@ScoopDyga

#FaceTimeBourbon 🇫🇷 #ReadyCash won #GPAmerique🏆 #Group 1⃣ Sulky – €900.000 – 2700 – 4-11 years old – International Race @vhpofficiel🏟️@LeTrot with @goopbjorn & @EcurieGuarato ⏱️1.11.5 on 2700 over #DavidsonDuPont #BelinaJosselyn #ChicaDeJoudes and #Vitruvio
#MH1920❄🇫🇷 – 1⃣st step #TripleCouronne ⭐️⭐️⭐️
#GPAmeriqueDay 🇺🇸💯° – #100sationnel – 📸©@ScoopDyga

Favorito da inizio Meeting dai bookmaker europei il figlio di Ready Cash conquista l’Amérique del centenario grazie al solito e letale cambio di marcia e ad un Vivid Wise As immolatosi alla causa. Davidson du Pont e Belina Josselyn completano il podio lasciando l’amaro in bocca a Jean Michel Bazire. Chica De Joudes, vincitrice morale della prova, si assicura una straordinaria quarta piazza precedendo Vitruvio, combattivo, voglioso e primo della pattuglia indigena. Délia Du Pommereux e Bahia Quesnot completano le posizioni a premo.

A prescindere da chi ha vinto, che per quanto ci riguarda ha sempre e comunque ragione, l’Amérique del centenario, come era comunque ampiamente nelle premesse, ha certificato che le scelte di scuderia, le tattiche studiate a tavolino prima dell’inizio di un evento che ha portato sulle tribune di Vincennes oltre 40.000 spettatori, hanno insindacabilmente direzionato in un verso piuttosto che in un altro l’esito finale dell’edizione 2020 della corsa al trotto più popolare e famosa del mondo.
Discorso che come premesso nulla toglie a quanto fatto da Face Time Bourbon, Bjorn Goop, la Bivans e Sebastién Guarato, artefici meravigliosi di una favola conclusa con il finale più bello che gli stessi protagonisti avevano più volte sperato e sognato. I numeri d’altronde non mentono mai: terza miglior misura cronometrica di sempre (1.11.5), 1.10.9 per il chilometro conclusivo, 1.09.5 i 500 metri finali. Un risultato ottenuto con una programmazione certosina, con una crescita costante, basandosi su quelle qualità mai nascoste dall’ennesimo grande erede di Ready Cash, ma anche e soprattutto sulla tattica adottata nel chilometro finale da Vivid Wise As, immolatosi alla causa per scompaginare i piani altrui e mettere nella condizione ideale il compagno di training.
Ci sta e nulla toglie al successo di Sebastién Guarato e di una Bivans che con Antonio Somma a ripetere di un sogno che si è avverato nel winner circle ha portato sul palco della premiazione un pezzo d’Italia.
D’altronde prima del volo a planare come se non ci fosse un domani da parte di Vivid Wise As era stato Looking Superb a cercare di spianare la strada al duo Davidson Du Pont e Belina Josselyn, in quel macabro giochino delle scelte di scuderia che detto sinceramente poco bene fanno allo sport, molto tolgono allo spettacolo e soprattutto tanto lasciano perplesso il pubblico pagante, quest’ultimo autentico volano di un comparto che farebbe bene a salvaguardare fin che si può la genuinità rimasta ad una delle manifestazioni più importanti del trotto mondiale.


Ecco perché alla fine la vincitrice morale della prova è stata un’incredibile Chica De Joudes, partita sola soletta alla veneranda età di 8 anni insieme al fido Alain Laurent e autrice della prestazione più bella e convincente dell’intera giornata di corse: senza “aiuti”, senza tattiche studiate a tavolino, ma un po’ come una volta, cercando nella bagarre di risultare alla fine il migliore. Beh, per quanto saputo fare e per quel che vale per noi Lei è stata senza dubbio la migliore. Così come Vitruvio, autentica rivelazione della prova grazie ad un percorso non semplice che ha portato Alessandro Gocciadoro a conquistare una meritatissima quinta posizione.
A completare le posizioni a premio c’hanno pensato Délia Du Pommereux e Bahia Quesnot, portando così a 4 le femmine classificate nelle prime 7 posizioni.

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Tornando al podio c’è da aggiungere che Belina Josselyn, vincitrice dodici mesi fa, ha comunque realizzato un altro piccolo capolavoro, risultando nella probabile ultima apparizione della carriera il miglior prodotto di quella per certi versi irripetibile generazione transalpina 2011.
Davidson du Pont, al contrario, dopo i due piazzamenti conseguiti nelle ultime due edizioni (quarto e secondo) e una tattica odierna non certo favorevole ci riproverà convintamente tra un anno, quando con Face Time Bourbon incroceranno nuovamente i frustini in una match che fin da oggi ci si augura giocato senza dover necessariamente sacrificare emozioni e spettacolo.

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