Jean Michel Bazire mette le mani sul Paris

Elise Fossard - Photos & Communication - JMB Stable - 01

Elise Fossard – Photos & Communication – JMB Stable

Con Belina Josselyn e Davidson Du Pont il ragazzo di Le Mans prenota l’ultimo grande appuntamento del Meeting d’Hiver e prova valida del circuito Triple Couronne. Délia Du Pommereux e Earl Simon gli avversari dichiarati, Tony Giò la speranza indigena, Usain Henna e Erminig d’Oliverie, entrambi da estremi outsider, le romantiche sorprese da inserire nei sistemi Quinté.

Sarà l’ultimo grande appuntamento del Meeting d’Hiver 2019/2020, la prova che come in ogni stagione saluta appassionati e stampa specializzata dopo un inverno vissuto tra spettacolo e emozioni. Sulla sempre particolare distanza dei 4150 metri il Grand Prix de Paris edizione 2020 presenterà al via tredici soggetti che avranno nei due allievi di Jean Michel Bazire i favoriti tecnici e non solo dell’intera prova.
Belina Josselyn e Davidson Du Pont saranno dunque gli elementi che attireranno la punta francese in un match tutto in casa che verosimilmente potrebbe risolversi nel chilometro finale, quando alle polveri daranno fuoco sia il figlio di Pacha du Pont che la figlia di Love You.
Per quel che riguarda le scelte di scuderia c’è da sottolineare come Jean Michel Bazire abbia optato per sedersi in sediolo alla vincitrice dell’Amérique 2019, volontà che potrebbe tradursi in due aspetti: 1) aver valutato Belina più in condizione di Davidson; 2) prendere in mano le redini lunghe della figlia di Love You nella presumibile ultima uscita della più forte giumenta della generazione transalpina 2011.
In entrambi i casi la femmina di Yvan Bernard sarà un fattore. Come lo sarà il protetto di Albert Rayon, affidato nella circostanza ad Alexandre Abrivard, che sull’onta della vittoria nel France cercherà l’immediato bis in un Meeting che lo ha visto vincitore del Bretagne, terzo nel Belgique e secondo nell’Amérique.

Grand Prix de Paris 2020 - 01Contro i due Bazire ci proveranno con chance Délia Du Pommereux e Earl Simon, entrambi in condizione ed entrambi in grado di mettere in pista qualità mai nascoste. Sorretto dalla fiducia dell’entourage, dalla guida di Eric Raffin e da una distanza amica la speranza indigena porterà il nome di Tony Giò, mentre tra le possibili grande sorprese un occhio sarà importante offrirlo all’allievo di Jorgen Westholm e a Erminig d’Oliverie.

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